Avevo poco più di 17 anni e abitavo in un piccolo paesino della Sicilia. All’epoca, parliamo degli anni 80′ ma non credo che in fondo oggi sia molto diversa, la mentalità paesana risultava molto bigotta. In pratica conoscere qualche ragazza risultava davvero difficile. Tutto passava per rituali codificati dalla tradizione che si ripetevano sempre allo stesso modo. La domenica in chiesa alla mattina le donne e gli uomini sedevano su due file separate, se ti piaceva qualche ragazza ogni tanto durante la messa potevi provare a sbirciarla per vedere se lei ti ricambiava lo sguardo.

Se così era, la storia proseguiva per altre domeniche, senza che comunque vi era la possibilità di parlare con la ragazza perché era sempre attorniata da genitrori e parenti, fratelli gelosi ecc. Se la simpatia andava avanti si passava sotto il suo balcone sperando che lei potesse affacciarsi anche solo per un saluto. Insomma anche se avevo solo 17 anni era una trafila a cui non mi volevo sottoporre e poi io ho amato sempre le donne mature, dalle curve generose, mentre le ragazzine non mi dicevano nulla.

Così decisi di farmi sverginare da una puttana nota a tutti in paese che gradiva in particolare fare questo servizio ai più giovani. Decisi quindi di incontrarla, dopo aver risparmiato per mesi su quelli che erano i miei svaghi di allora, in un pomeriggio afoso di giugno. A casa dissi che sarei andato a giocare con i miei amici a pallone, cosa che facevo di solito, invece andai all’appuntamento fissato con questa signora matura.

Mi accolse molto benevolmente, e dopo averla pagata in anticipo come esigeva, mimando a gesti con le mani e la bocca mi fece capire che mi avrebbe sverginato a forza di seghe e pompini. Una volta sul letto cominciò a carezzarmi e a prendemi in mano i testicoli, poi chinò la sua bocca sul glande e cominciò a succhiarmelo con avidità mentre con l’altra mi masturbava. Cercai di resistere quanto più potevo ma venni poco dopo. Lei dopo la sega con pompino si fece toccare i seni e mentre stavo per andarmene, sorridendomi, mi diede come per ricordo il reggiseno in pizzo che indossava quel giorno. Ancora oggi se solo vi accosto le narici rievoco tutta la magia di quell’incontro.


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