Ricordo ancora quando via i vestiti e le tue scarpe, portavi delle ballerine ricordi? e i tuoi reggiseni, ci buttavamo sul letto dove iniziavamo le nostri tenzoni amorose. Quanti anni sono passati da allora? Eppure nella mia memoria è come se fosse ieri. All’epoca ero un giovane scolaro di 20 anni inesperto della vita, delle donne, e dell’amore. Eppure fin da quando entrai per la prima volta nel tuo negozio cominciai a provare qualcosa di strano, come non mi era mai accaduto prima.

All’epoca eri una bella signora matura intorno ai 40 anni dalle forme generose ma non sfatte, insomma ti tenevi in forma. Ci tenevi a presentarti bene al tuo pubblico fatto non solo di donne, ma anche di uomini sposati che stralunavano al solo vederti, accompagnando una occhiata al decollete quando alla cassa ti pagavano la merce acquistata. Ed io venivo con qualsiasi scusa nel tuo negozio comprando cose che non mi servivano solo per guardarti. In effetti non vedevo l’ora di vederti perchè le mie coetanee pur trovandole belle, non me lo facevano venire duro come facevi tu.

Ma da donna matura sapevi leggere molto bene i desideri inquieti, l’eros che turba un ragazzino. Così una volta fosti proprio tu a chiedermi di tornare nell’ora di spacco perché mi avresti fatto trovare la merce che avevo ordinato. Ed invece mi attendevi nel retro, dietro le tendine con le calze a reti e i tacchi. Io in preda all’eccitazione ti guardavo estatico. Mi spogliasti lentamente, poi iniziasti a toccarmi l’uccello per indurirmelo tra le tue mani, e a chinarti per succhiarmelo per renderlo duro come marmo. Poi sul letto ti mettesti a cavalcioni, fu una lunga cavalcata.

Ogni tanto ti fermavi per farmi rifiatare poi riprendevi la cavalcata, ormai stremato mi concedesti di sborrarre, la prima che ebbi nel corpo di una donna, non come quelle solo sognate nelle solitarie masturbazioni alla sera al lume della mia camera. Tra noi c’era una intesa che quasi non aveva bisogno di parole.


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